Tina Modotti. Da Udine a Città del Messico.

Una fotografa italiana che ha lasciato la sua impronta e il suo cuore nel Messico.

tumba modotti
Tomba di Tina Modotti in Città del Messico. Panteón de Dolores

 

Nata a Udine e poi emigrata per motivi economici, Tina Modotti diventa cittadina del mondo. Il Messico però ha giocato un ruolo importante nella sua vita, ed è proprio qui dove percorrerà il resto della storia.

Modotti conosce il Messico nel 1922 quando arriva per il funerale del marito Robo (Roubaix del’Abrie Richey), il quale morì di vaiolo mentre era lì in viaggio. Nonostante la triste natura di questo primo incontro, Modotti tornerà un anno dopo col suo amante, il fotografo Edward Weston.

Tina Modotti (American, born Italy, 1896 – 1942)
Hands Resting on Tool, 1927, Palladium print
19.7 × 21.6 cm (7 3/4 × 8 1/2 in.)
The J. Paul Getty Museum, L.A.                                                                                           Quest’immagine appartiene al programma Getty Open Contnet e può essere scaricata pure ad alta risoluzione per qualsiasi uso gratuitamente. Fai click per andare al sito di scarica.

Arrivata come musa e assistente, si innamora dal Messico e della sua gente, trovando così il suo stile fotografico in cui raggiunge una maturità estetica e trasmette il suo sentimento rivoluzionario. Sviluppo che si può percepire anche dai soggetti che fotografa, che partendo da ritratti di donne di alta società ha evoluto verso i suoi ritratti più famosi di indigeni, lavoratori e contadini.

Così come il Messico l’ha trasformata, anche lei ha cambiato la storia del Messico; ma non nella politica o nella giustizia sociale come lei pensava, bensì nell’arte. Non curandosi mai di essere artista, si definiva come ‘una fotografa, niente di più”. Eppure così (o forse proprio per questo) è riuscita a cambiare l’orizzonte dell’arte in Messico al punto che la sua mostra retrospettiva del 1929 è nota come “La prima mostra rivoluzionaria del Messico”.

Per via della sua attività politica, nel 1930 è espulsa dal Messico “per attività sovversiva e terroristica”. Dopo un soggiorno in Spagna dove continua lottando per i suoi ideali nella guerra civile, passando più avanti  da Mosca, si ritrova a ritornare in Messico.

Ed è qui dove nel 1942 muore in un taxi per problemi al cuore, anche se alcuni lo hanno definito come circostanze sospette. Il risultato però è uguale, il suo cuore si ferma in Messico e qui resta, al ‘Panteón de Dolores’, con la gente che l’ha ispirata e ammirata.

One thought on “Tina Modotti. Da Udine a Città del Messico.

  1. […] nell’arte del fico d’India ci rimanda a un altro incontro tra la cultura italiana e messicana: Tina Modotti. La fotografa udinese che trasmette il suo sentimento rivoluzionario con i suoi ritratti […]

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